Le contrapposizioni secondo Matteo

Chissà se mentre venivano cacciati a calci in culo dal paradiso terrestre, Adamo ed Eva si erano resi conto che non avrebbero più fatto ritorno. Sapevano che l’innocenza si può perdere una volta soltanto? O serviva perderla, l’innocenza, per capirlo?

– La passione secondo Matteo [Paolo Zardi, Neo., 2017, p.24]

 

Quando si approccia a un testo con un titolo tanto altisonante, c’è sempre il dubbio che si possa aver capito male, che in quel titolo ci sia un rimando a qualcos’altro, una sorta di gioco di parole.

Nel caso de La passione secondo Matteo, il titolo rappresenta esattamente ciò che viene raccontato all’interno. Non la storia di un evangelista, ma una storia che vi si ricollega su diversi piani. Nel romanzo abbiamo almeno tre corrispondenze per il titolo. La passione – intesa in senso religioso, come l’attraversamento di un calvario, di una sofferenza – del protagonista lungo tutto il libro; La Matthäuspassion di Bach; e la passione – intesa questa volta in senso moderno, come moto irrefrenabile di emozioni – a cui deve far fronte Matteo.

La vicenda del libro è molto semplice: Matteo, mentre è in vacanza con moglie e figli, riceve una chiamata dal padre che conosce appena, che lo invita a raggiungerlo quanto prima in Ucraina. Al viaggio si aggiungerà anche la sua sorellastra, Giulia, richiamata dal padre come lui. Il viaggio verso l’Ucraina e ciò che accade una volta lì rappresentano l’intero intreccio del romanzo. Non è però una storia scarna, perché si fonda sull’intersecarsi di tre linee curve molto diverse fra loro. Matteo stesso, Giulia e il padre Giovanni. Sono queste tre figure – a cui è dedicata ognuno una sezione del libro, quasi in richiamo dei vangeli – a personificare il senso dell’opera.

Il loro rapportarsi, il loro essere molto diversi, ricorda in certa misura i dialoghi filosofici, dove persone che la pensano in maniera diametralmente opposta vengono poste l’una di fronte all’altra per esporre le proprie convinzioni. In maniera molto più sottile, è ciò che accade fra Matteo e Giulia, che vivono la vita con ottiche inconciliabili sul lavoro, le prospettive, la religione, il sesso. Anche nell’idea che ognuno ha del padre, pur essendo partiti da una condizione simile.

Zardi fonda l’intero romanzo sui contrasti. Non solo quelli interpersonali, ma anche geografici. La differenza fra il Veneto e la Sicilia, fra l’Italia e l’Ucraina. E ancora, la contrapposizione fra la figura ideale di un padre e l’amicizia con dittatori, fra l’importanza di una vita privata e il vortice del lavoro che non lascia scampo. E Matteo si lancia, volente o nolente, in questo mondo duale, costretto a riconoscere che c’è dell’altro rispetto a quello che è sempre stato il suo modo di vivere. Non un’alterità necessariamente giusta o sbagliata, non un’alterità con cui confrontarsi con le armi, ma un qualcosa di sconosciuto, una tentazione che lui non può che vedere come una prova da superare in quella via crucis che è la vita.

La passione secondo Matteo è un romanzo che affronta tematiche delicate – la religione, e altre che si scopriranno lungo la lettura del libro – con la mano ferma del narratore che non cede a giudizi morali o di parte. Ogni personaggio, nella sua vita di passioni e rinunce, ha la sua dignità di essere umano, la dignità del rispetto delle scelte e dello stile di vita. Perché, in fin dei conti, è anche di questo che parla il libro: di dignità. Di attraversare i dolori e le tentazioni con la testa alta, di riconoscere in noi stessi e negli altri, al di là del perdono, lo statuto di esseri umani.

Maurizio Vicedomini

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